ANELLO DI COLLICELLO

 Gregorio Sgrigna conduce l'escursione "anello di Collicello" il giorno 16 novembre

 


l'escursione che è stata rimandata per il maltempo
 

si effettuerà domenica 23 nov. , mentre l'escursione a M. Labro si farà domenica 30 nov.

 

collicello

" scheda tecnica "

L’anello che percorre le colline attorno l’abitato di Collicello, frazione del Comune di Amelia, è un suggestivo percorso che permette di apprezzare appieno il valore paesaggistico dell’Umbria meridionale.

-      Difficoltà: E

-      Tempo di percorrenza: 3,30 h, inclusa una breve pausa

-      Distanza: 10 km

-      Dislivello totale: 250 m (altitudine media del percorso: 550 m s.l.m.)

-      Luogo dell’appuntamento (punto di partenza/arrivo): Piazza di Collicello (Amelia – TR) – per chi non sapesse come raggiungere facilmente Collicello, è possibile incontrarsi 30 min. prima in Piazza XXI Settembre ad Amelia (di fronte al Bar Leonardi – il bar centrale della piazza).

-      Orario di partenza da Orvieto (palazzetto dello sport ): 8,45 – raduno ore 8,30

-      Orario di partenza Amelia: 9,30 / 9,45

-       Pranzo al sacco

-      rientro ore 15,00 circa

 

Abbigliamento: vestiario comodo, pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Essendo il dislivello molto dolce non sono indispensabili gli scarponcini da trekking. In caso di forti perturbazioni nei giorni precedenti all’escursione il fondo in alcuni punti può risultare scivoloso o accidentato. A seconda delle condizioni meteo può essere utile un impermeabile.

 

Cosa Portare: Una piccola merenda, acqua (almeno 1l), impermeabile. È consigliata la macchina fotografica per la vista che si presenta in alcuni punti panoramici e per la presenza di diversi interessanti ruderi storici.

Descrizione dettagliata del percorso

Il percorso è strutturato in 3 diverse itinerari, rispettivamente di 5, 7 e 10 km. Il terzo, quello scelto per l’escursione qui presentata, è evidenziato nella mappa sottostante.

L’escursione proposta data la brevità e la semplicità del percorso può essere svolta sia al mattino che nel pomeriggio, ad ogni modo si consiglia la visita in orari mattutini, dato che i punti panoramici più suggestivi sono sul versante est, quindi godibili più durante le prime ore della giornata piuttosto che al tramonto 

(Articolazione del percorso)

Tutto il cammino è ben evidenziato quasi ad ogni bivio con apposita segnaletica e svolgendosi almeno un paio di volte l’anno delle camminate promosse dalla proloco del posto, il tracciato risulta piuttosto agevole e pulito. Alcuni punti intersecano o percorrono strade vicinali o sterrate, in zone di bosco ceduo dove è possibile incontrare a seconda del periodo dell’anno operai al lavoro per il taglio della legna.

Il punto di partenza è la piazza del paesino di Collicello, qui c’è la possibilità di posteggiare agevolmente le automobili. Per chi avesse difficoltà nel raggiungere il paese, l’appuntamento è 30 minuti prima dell’orario di partenza previsto, ad Amelia (TR) in Piazza XXI Settembre.

Dopo un breve tratto sulla strada asfaltata, in direzione sud uscendo dal paese, sulla destra si trova il cartello ben evidente di inizio del percorso. Le indicazioni da seguire, oltre che del percorso circolare, troverete anche indicato “Speco Francescano”. La strada qui inizia una breve ma mediamente impegnativa salita. In questo tratto il percorso è alternato da strada vicinale e sentiero. Il bosco in questa parte tende ad essere particolarmente ombreggiato e fresco.

Dopo circa 1km si trova la prima deviazione dal percorso circolare, quella per il “Sasso della Morte” un primo belvedere su un terrazzo naturale che vi farà apprezzare il paesaggio dei dintorni. Il colpo d’occhio in questo punto è notevole, si può notare il paese appena lasciato, il castello abbandonato (Castello di Canale), la vallata sottostante ed i paesi limitrofi. Tornando al percorso, poco dopo si incontra lo “Speco Francescano”. Qui una piccola cappella edificata nel bosco, ricorda il passaggio del Santo di Assisi. La leggenda infatti narra che passò di qui San Francesco, trovando come dimora una grotta poco lontano dal luogo in cui sorge oggi la cappella. Seguendo l’indicazione “grotta”, un breve sentiero vi condurrà ad un piccolo antro nella roccia dall’ingresso piuttosto angusto. Al suo interno un incavo nella roccia si racconta che fece da giaciglio per il Santo.

Non molto distante dallo speco, si incontra il “Convento Benedettino”. Il complesso, ormai ridotto ad un rudere invaso dalla vegetazione era probabilmente un importante convento Benedettino fondato intorno al XII secolo. Dopo aver ospitato una comunità di frati francescani l’edificio venne abbandonato già dalla fine del XIX secolo. Nonostante il quasi totale assorbimento nel bosco è possibile apprezzarne le dimensioni e ancora la solida struttura in pietra locale. È bene prestare molta attenzione nell’approssimarsi al rudere: oltre al rischio di caduta di pietre dalla struttura stessa, in alcuni punti attorno all’edificio è possibile incappare in pericolose aperture nel terreno, probabilmente antichi vani ipogei appartenenti al convento. L’edificio si trova al di sopra di una piccola apertura del bosco, con una dolce valletta sottostante popolata da lecci. Si respira qui un’atmosfera di tranquillità e raccoglimento.

Dal convento di giunge facilmente ad una strada sterrata, che in breve conduce alla località “Gallisciano”: in questo punto il percorso di 5 km si biforca da quello di 7 e di 10km. Il nostro cammino prosegue passando sotto il versante Nord – Nord Est del “Monte Piglio”, con oltre 900 m di altitudine, insieme al dirimpettaio “Croce di Serra” è uno dei rilievi più importanti dei Colli Amerini. In questo punto il percorso scavalca il versante aprendo sull’altro lato della vallata, che permette di osservare le campagne verso la località “Macchie”. Con diversi sali/scendi si giunge in località “Inano” al “Parco dei Cerri”, piccola zona edificata negli anni ’70, poi al “PeR”. Quest’ultimo rappresenta un importante centro polifunzionale della zona. Nato come Azienda Agricola e Agriturismo divenuto poi un C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale) regionale, vanta un auto-sostentamento energetico grazie all’applicazione combinata di diverse tecnologie di produzione di energia rinnovabile. Qui è possibile prenotare una visita gratuita del Parco ed eventualmente la degustazione di prodotti locali. Sia al PeR che nella zona di Collicello è infatti prodotta la “fava cottora dell’Amerino” , un’antica varietà del legume coltivata esclusivamente in queste terre e prima ad essere promossa presidio Slow Food nella provincia di Terni. Giunti al cimitero del paese ci si ricongiunge alla strada asfaltata fino ad arrivare in breve di nuovo a Collicello.

Da notare, poco prima dell’arrivo al paese, dopo il cimitero, un sentiero sulla sinistra vi riporta indietro per poche decine di metri nel bosco. Non visibile dalla strada ma ben evidente una volta intrapreso il sentiero, si trova il Castello di Canale. Oggi la struttura è recintata, in quanto ormai pericolosa e cadente, ma il castello sorge su uno sperone di roccia e lascia pensare ad una fortificazione di rilevanza strategica del periodo medievale o direttamente successivo.

Note naturalistiche:

Il percorso attraversa boschi dominati da sclerofille sempreverdi e caducifoglie, per lo più leccio (Quercus ilex) alternato al cerro (Quercus cerris). In alcuni casi è facile incontrare lecci o querce ultracentenari dal portamento imponente e tronchi dal diametro importante. Le due specie si alternano tra loro accompagnate da carpino nero (Ostrya carpinifolia) ed orniello (Fraxinus ornus). Il suolo su cui crescono le due specie è differente, se nel caso del leccio infatti troviamo un terreno calcareo più asciutto e roccioso, per la quercia il terreno è argilloso. È in questi punti, dove la strada sterrata può subire sensibili modificazioni dovute alle perturbazioni che è necessario prestare attenzione in caso di pioggia. Sul terreno argilloso sarà infatti più facile perdere stabilità e scivolare. In presenza del leccio e del suolo calcareo è facile trovare anche un sottobosco differente, spesso caratterizzato (anche e soprattutto lungo il cammino) dall’asparago selvatico (Asparagus officinalis). Dal punto di vista faunistico seppur difficilmente avvistabili durante il giorno, sono certamente presenti tra i mammiferi il tasso (Meles meles), la volpe (Vulpes vulpes), l’istrice (Hystrix cristata), la faina (Martes foina) e il cinghiale (Sus scrofa).  

 

 

 

 

Informazioni aggiuntive